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Buzzcocks
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top
I mwgqBuzzcocks sono stati un gruppo musicale mwggpunk rock formatosi a mwgwManchester nel 1975 e riconosciute come una delle formazioni più importanti della scena mwhapunk della fine degli anni settanta, e ritenuti degli innovatori del genere mwhqpunk poiché furono fra i fondatori del mwhgpop punk insieme ai mwhwRamones; i loro testi affrontavano tematiche ancora tabù per l'epoca come il sesso e le droghe, allontanandosi dalle tematiche più strettamente politiche che caratterizzarono altre formazioni del periodo come mwiaClash e mwiqSex Pistols. La band è particolarmente nota per alcuni singoli come mwigEver Fallen in Love?, fra i loro brani più noti e più volte riproposto come cover da altre band.cite-ref-6[6]
Il nome deriva dallo mwkaslang di Manchester, in particolare dalla parola cock (che significa "giovanotto") e dall'uso in un serial televisivo degli mwkqanni settanta mwkgmwkwRock Follies, il cui tormentone era la frase "that's the buzz, cocks" (lett. questo è la voce che gira, ragazzi).cite-ref-7[7]
Contents
• Raccolte
• Live
• Note
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Storia del gruppo
Gli inizi e il successo (1975-1979)
La band si forma nel mwna1975 dal chitarrista/cantante mwnqPete Shelley (vero nome Peter McNeish) e dal cantante mwngHoward Devoto (vero nome Howard Trafford), entrambi studenti al mwnwBolton Institute of Technology (attualmente University of Bolton). I due condividevano comuni interessi, come la mwoqmusica elettronica, mwogBrian Eno, e soprattutto il mwowproto punk americano dei primi anni '70 costituito da gruppi come mwpaThe Stooges e mwpqThe Velvet Underground. Alla fine del 1975, Shelley e Devoto ingaggiarono un batterista formando così il primo embrione dei futuri Buzzcocks, in una formazione che non riuscì comunque a effettuare alcun concerto e che infatti si sciolse in poco tempo.
Dopo aver letto la recensione sui giornali della prima esibizione dal vivo dei mwpwSex Pistols, Shelley e Devoto decisero di spostarsi a mwqaLondra per vedere i Sex Pistols al concerto del febbraio mwqq1976. Dopo aver visto il concerto, Shelley e Devoto decisero di lavorare affinché potessero suonare come gruppo spalla dei Pistols al concerto che si sarebbe tenuto a Manchester nel giugno mwqg1976. Gli altri musicisti impedirono tuttavia alla band di suonare, anche perché Shelley e Devoto non riuscirono a trovare altri musicisti in tempo per l'esibizione della band di mwqwJohnny Rotten. Solo quando vennero reclutati il bassista mwraSteve Diggle e il batterista John Maher, i Buzzcocks poterono aprire il concerto per la seconda tappa dei Pistols a Manchester, nel luglio 1976. Una breve clip di quest'esibizione, con Devoto alla voce, apparve nel documentario mwrgPunk: Attitude diretto da mwrwDon Letts.
Alla fine del 1976 la band aveva già registrato un mwsqEP composto da quattro brani, mwsgSpiral Scratch con la loro etichetta mwtaNew Hormones, diventando probabilmente la prima band punk a realizzare e pubblicare i propri lavori con una casa discografica indipendente. Prodotto da Martin Hannett, l'EP, nonostante la qualità di registrazione piuttosto scarsa, mostra un sound ripetitivo e molto energetico. I brani, completamente riarrangiati, compariranno nuovamente nel loro primo album mwtgmwtwAnother Music in a Different Kitchen.
Dopo pochi mesi, Devoto lasciò il gruppo e, dopo un anno, creò la band mwvqMagazine. Pete Shelley continuò come cantante al posto di Devoto. Lo stile di canto di Shelley, piuttosto melodico e con tonalità molto alte, divenne una caratteristica della band, essendo assolutamente non convenzionale se paragonato agli altri cantanti punk rock inglesi del periodo (mwvgJohnny Rotten dei mwvwSex Pistols, mwwaJoe Strummer dei mwwqClash, mwwgDave Vanian dei mwwwDamned). L'addio di Devoto e il cambio di Shelley da chitarrista solista a cantante ebbero discrete conseguenze sulla formazione: Diggle passò dal basso alla chitarra, venne ingaggiato come nuovo bassista Garth Smith, che venne ben presto rimpiazzato da Steve Garvey. I "nuovi" Buzzcocks siglarono dopo poco tempo un contratto con la mwxgUnited Artists Records.
Il primo lavoro pubblicato con la nuova casa discografica fu il singolo mwyaOrgasm Addict, il cui testo, una dettagliata disamina della sessualità, è tuttora piuttosto pesante e non comune. La mwyqBBC infatti si rifiutò di trasmettere la canzone; ciò nonostante il singolo ebbe buoni risultati di vendita. La tendenza a parlare nei propri brani di argomenti attinenti alla sessualità (compresa bisessualità e omosessualità) divenne una vera costante nei testi della band (scritti da Shelley) e rimane (anch'essa) assolutamente atipica rispetto alle altre band punk del periodo, che parlavano principalmente di autodistruzione (i Pistols), di politica e cultura (i Clash); di società e cultura inglese (i mwygThe Jam). Il singolo successivo mwywWhat Do I Get? entrò nella classifica dei 40 singoli più venduti nel mwzaRegno Unito.
Durante il primo periodo di attività della band vennero pubblicati tre album studio: mwzgmwzwAnother Music in a Different Kitchen, mwaamwaqLove Bites e mwagmwawA Different Kind of Tension, ognuno dei quali supportato da tour molto lunghi in mwbaEuropa e mwbqUSA. Col tempo, oltre a specializzarsi nel loro sound (frutto di una mescolanza tra musica pop e suoni punk-rock con una sezione ritmica ben eseguita che verrà di lì a poco chiamato mwbgpop punk), la band fece anche numerosi progressi nel campo dei contenuti, abbandonando le tematiche sessuali e dedicandosi a composizioni più sofisticate, come le tante citazioni dello scrittore mwbwWilliam S. Burroughs contenute nell'album mwcaA Different Kind of Tension, come le tematiche più autobiografiche e politiche (come il brano mwcqI Believe).
Anni ottanta e novanta
Nel mwea1980, la Liberty Records ingaggiò la band e pubblicò tre singoli che godettero di un successo modesto, considerando che solo uno dei tre mweqWhy She's A Girl From The Chainstore/Are Everything entrò nella top 75. Nel mweg1981, dopo l'inizio delle registrazioni per il loro quarto album, la band si sciolse. Shelley intraprese una carriera solista (tornando a collaborare con il vecchio cantante Howard Devoto nell'album elettronico/punk Buzzkunst). Nessun altro componente ebbe invece particolare fortuna dopo lo scioglimento.
I Buzzcocks si sono comunque riformati e sciolti numerosissime volte dal mwfq1989, sempre con Shelley e Diggle più altri musicisti: inizialmente, in un tour mondiale, furono gli stessi Maher e Garvey. Successivamente Maher venne sostituito dal batterista degli mwfgSmiths, mwfwMike Joyce. Nel mwga1993, vi fu l'ingresso di mwgqTony Barber al basso e di Phil Barker alla batteria. Questa formazione suonò dal vivo con i mwgwNirvana, nell'ultimo tour di questi ultimi prima della morte di mwhaKurt Cobain.
Anni duemila
Nel mwhw2003, furono in tour con i mwiaPearl Jam. Nell'aprile mwiq2006, Barker lasciò la band e venne sostituito da Danny Farrant. Quasi contemporaneamente venne anche pubblicato l'ottavo album studio del gruppo, mwiwmwjaFlat-Pack Philosophy, e la band intraprese un nuovo tour in tutto il mondo, suonando anche nel mwjqVans Warped Tour.
Nel mwjw2005, Shelley ri-registrò il singolo probabilmente più noto mwkaEver Fallen In Love con una band composta da all-star musicali, come mwkqRoger Daltrey (mwkgWho), mwkwDavid Gilmour (mwlaPink Floyd), mwlqPeter Hook (mwlgJoy Division), mwlwElton John, mwmaRobert Plant (mwmqLed Zeppelin) e altre band, in un tributo a mwmgJohn Peel, i cui proventi furono devoluti a mwmwAmnesty International. Nel 2005 Shelley suonò il brano nuovamente, sempre con Plant, Daltrey, Gilmour, Hook e mwnaJeff Beck, alla mwnqUK Music Hall of Fame.cite-ref-8[8]
Anni duemiladieci
Formazione
• mwrgSteve Diggle - mwrwvoce/chitarra
• Chris Remington - basso
• Danny Farrant - mwsgbatteria
• Mani Perazzoli - chitarra/doppie voci
Ex componenti
• mwtwPete Shelley - voce (deceduto)
• mwuqTony Barber - mwugbasso
• Phil Barker
• mwvqHoward Devoto - voce
• Steve Garvey - basso
• mwwaMike Joyce - batteria
• John Maher - batteria
• Garth Smith - basso
Discografia
Album in studio
• 1978 – mwxwmwyaAnother Music in a Different Kitchen
• 1978 – mwygmwywLove Bites
• 1979 – mwzqmwzgA Different Kind of Tension
• 1993 – mw0amw0qTrade Test Transmissions
• 1996 – mw0wmw1aAll Set
• 1999 – mw1gmw1wModern
• 2003 – mw2qmw2gBuzzcocks
• 2006 – mw3amw3qFlat-Pack Philosophy
• 2014 – mw3wThe Way
Raccolte
• 1979 – mw5amw5qSingles Going Steady
• 1991 – mw5wmw6aOperators Manual
• 1999 – mw6gmw6wI Don't Mind the Buzzcocks (ripubblicata nel mw7a2002 con il titolo mw7qEver Fallen in Love? Buzzcocks Finest)
• 2003 – mw7wmw8aInventory
• 2004 – mw8gmw8wThe Complete Singles Anthology
Live
Singoli ed EP
• 1977 – mw-wSpiral Scratch (EP)
• 1977 – mwaqeTime's Up (EP)
• 1977 – mwaqmmwaqqOrgasm Addict
• 1978 – mwaqyWhat Do I Get (#37 UK)
• 1978 – mwaqgI Don't Mind (#55 UK)
• 1978 – mwaqoLove You More (#34 UK)
• 1978 – mwaqwEver Fallen in Love? (#12 UK)
• 1978 – mwaq4Promises (#20 UK)
• 1979 – mwaraEverybody's Happy Nowadays (#29 UK)
• 1979 – mwariHarmony in My Head (#32 UK)
• 1979 – mwarqYou Say You Don't Love Me
• 1980 – mwaryI Believe
• 1980 – mwargAre Everything - Part 1 (#61 UK)
• 1980 – mwaroStrange Thing - Part 2
• 1980 – mwarwRunning Free - Part 3
• 2006 – mwar4Wish I Never Loved You
• 2006 – mwasaSell You Everything
• 2007 – mwasiReconciliation
Note
cite-note-11. mwaskmwasomwassCopia archiviata, su mwaswchartattack.com. mwas0URL consultato il 1º settembre 2007 mwas4(archiviato dall'mwas8url originale il 30 settembre 2007)..
cite-note-22. mwatmmwatqmwatuCopia archiviata, su mwatyphillyburbs.com. mwatcURL consultato il 1º settembre 2007 mwatg(archiviato dall'mwatkurl originale il 30 settembre 2007)..
cite-note-33. mwat0John Cooper Clarke - New Musical Express Review 1978 Review Titolo generato automaticamente mwat4Archiviato il 17 febbraio 2012 in mwat8Internet Archive..
cite-note-44. mwauqThe Buzzcocks, Pop Punk Pioneers - About.com Titolo generato automaticamente mwauuArchiviato il 4 febbraio 2012 in mwauyInternet Archive..
cite-note-55. mwausBuzzcocks: Biographymwauw : Rolling Stone Titolo generato automaticamente mwau0Archiviato il 12 luglio 2009 in mwau4Internet Archive..
cite-note-66. ↑ mwavmmwavqmwavuElenco cover effettuate su brani dei Buzzcocks dal sito Coversproject.com, su mwavycoversproject.com. mwavcURL consultato il 1º settembre 2007 mwavg(archiviato dall'mwavkurl originale il 28 settembre 2007).
cite-note-77. ↑ Smith, Steve - mwav0Bits and Pieces: the Penguin Book of Rock and Pop Facts and Trivia. (Penguin, 1988) ISBN 978-0-14-010743-2.
cite-note-88. ↑ mwawimwawmmwawqNotizia dal sito Guardian.co.uk, su mwawuguardian.co.uk. mwawyURL consultato il 1º settembre 2007.
cite-note-99. ↑ mwawomwawsmwawwAddio a Pete Shelley, con i Buzzcocks nella storia del punk inglese, su mwaw0repubblica.it, mwaw4La Repubblica, 7 dicembre 2018. mwaw8URL consultato il 7 dicembre 2018.
Bibliografia
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Buzzcocks
Collegamenti esterni
• (EN) Sito ufficiale, su buzzcocks.com.
• Buzzcocks (canale), su YouTube.
• Buzzcocks, su Last.fm, CBS Interactive.
• (EN) Buzzcocks, su AllMusic, All Media Network.
• (EN) Buzzcocks, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Buzzcocks, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) Buzzcocks, su WhoSampled.
• (EN) Buzzcocks, su SecondHandSongs.
• (EN) Buzzcocks, su Genius.com.
• (EN) Buzzcocks, su IMDb, IMDb.com.